venerdì 2 luglio 2010

continenza e incontinenza nell'editoria

per mestiere non leggo i giornali. li faccio. leggo solo le agenzie e mi informo sul web. non è snobismo: è mancanza di tempo (oltre che di denaro: ogni giorno la mazzetta di quotidiani costerebbe una parte non risibile del mio magro stipendio). leggevo, come tanti, troppi, tutti della morte di taricone. il fatto in sé è cronaca, quindi non si discute. ma il countdown rispetto a quando avrebbero comunicato alla figlia la morte del padre che cos'è? io non ci arrivo, aspetto consigli. attendo ansioso per domani articoli su: "la piccola sophie ha pianto e si è addormentata a fatica". qualcuno potrebbe dirmi che è il contrappasso per avere trovato la notorietà attraverso il grande fratello. belle le giustificazioni finto intelletual sociologiche. perché con tre libri giusti puoi giustificare tutto. basta sbatterci dentro la società dello spettacolo (il libro più citato, meno letto e ancor meno compreso della storia), un po' di Mc Luhan (che non guasta mai) e un pizzico di aldo grasso. venghino soiri venghino: lacrime a buon mercato.